LA NOSTRA CITTA'
ALTAMURA
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Altamura conta oggi, circa 70.000 abitanti, è situata a circa 480 metri sul livello del mare, e dista da Bari circa 45 Km, e da Matera circa 20 Km.
Le origini della città sono avvolte da diverse leggende :
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- Altea, regina dei greci Mirmidoni, come riportato sul traversone della porta d'ingresso della chiesa di S. Lorenzo, fondò la città intorno al 2630 a.C.
- Antello Troiano, in fuga con Enea dalla distruzione di Troia, edificò la città chiamandola Altilia che significa "Nuova Ilio".
- Filottete, figlio del re Peante di Melibea in Tessaglia (Grecia), scacciato dai greci, fu consigliato da un oracolo di erigere una nuova città seguendo la destinazione di uno stormo di colombi. Giunto nel sito, nomino la città Petilia dal nome greco degli uccelli che lo condussero alla meta.
- Altra leggenda vuole che una città chiamata Lupatia, distrutta da Totila re dei Goti, fu ricostruita e rinominata Altilia intorno al 745 da Orlando il paladino di Francia, come riporta lo stemma della città.
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Tuttavia diverse campagne di scavo hanno messo alla luce insediamenti che vanno dal neolitico al periodo pre-romano, fino al periodo di Federico II di Svevia.
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"Due scoperte uniche ............da vedere !!! |
L’Uomo di Altamura
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Eclissatosi 250 mila anni fa nella grotta di Lamalunga, l'Uomo di Altamura probabilmente allora non percepiva l'agguato che quella grotta gli tendeva.
Suoi simili abitavano la Murgia Franchini e avevano imparato a non avventurarsi, durante i periodi di piena, tra i canaloni gonfi d'acqua che confluivano nella grave di Farawalla. Leggende ancora vive raccontano di intere mandrie precipitate, con i loro pastori, nel buco nero di Farawalla e rinvenute dopo giorni e giorni nel golfo di Taranto.Nell'antico canalone di Lamalunga l'Uomo di Altamura fu travolto dalle acque e fu scaraventato, attraverso uno pozzo che intercettava una galleria di scorrimento, a 30 metri dalla superficie, nella sala principale della grotta. Una successiva piena lo trasportò in un ramo secondario di assorbimento, dove rimase incastrato tra le stalattiti. L'acqua lo sommerse e ricamò sul suo scheletro, con l'alabastro, merletti di concrezioni a "cavolfiore". Attraverso gli altri pozzi e sospinte dai flussi stagionali, numerose carcasse di animali raggiunsero la grotta. L'acqua le depositò col limo, l'argilla rossa e la sabbia negli anfratti più segreti.
250 mila anni dopo il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), il giorno 07/10/1993, durante l'esplorazione della grotta di Lamalunga, fa una scoperta di rilevanza mondiale : "L'Uomo di Altamura" gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico.
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Morfologia:
Ossatura calcarea formatasi 130 milioni di anni fa costituita dal calcare di Bari e calcare di Altamura , da rocce di origine calcareo-arenacee (i tufi mazzaro, cozzoso, salso) a cui si alternano argille, depositi alluvionali e terre rosse formatesi tra 1 milione e 2 mila anni fa, coltivabili e concentrate nelle lame. All'ispessimento sovraorbitale si contrappone infatti quelloposteriore in prossimità della nuca, che rimanda a fossili umani più arcaici.
La scoperta dell'ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri. E' integro nella struttura scheletrica ed è in ottimo stato di conservazione. Sul suo cranio sono presenti sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nei neandertaliani, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, tra le forme di Homo erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal (85 mila anni), in una fase di passaggio stimata intorno a 250 mila anni fa.
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Le Orme dei Dinosauri |
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A soli quattro chilometri dal centro abitato, sulla via per Santeramo, in una cava situata in località Pontrelli, sono state rinvenute orme di dinosauri fossilizzate in una massa calcarea.
Si tratta di decine di migliaia di impronte di dimensioni variabili appartenenti ad almeno a 5 diverse specie di Dinosauri sia erbivori che carnivori. Le impronte fossili, cioè le piste di spostamento lasciate dagli animali e conservate nei sedimenti della crosta terrestre, possono aiutare a dedurre l'andatura e le caratteristiche comportamentali di una data specie. Le orme, opportunamente interpretate, ci aiutano a capire ad esempio se gli animali che le hanno lasciate vivevano in branco o se erano solitari, come curavano la prole, e cosi via.Tracce fossili del genere ce ne sono in tutto il mondo, ma l'eccelente qualità dello stato di conservazione, il numero elevato e l'altissima biodiversità rendono il sito di Altamura unico al mondo.
La scoperta è assolutamente straordinaria non solo per la quantità e la qualità delle impronte, ma anche perchè potrebbe essere modificata la paleogeografia del Cretacico dell'area Mediterranea.
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